Due storie d’amore: l’una, quella di Rosita e Mimì, che si svolge sullo sfondo del ventennio fascista; l’altra, quella di Dora e Pierpaolo, a noi contemporanea e che si realizza proprio riportando alla luce quell’amore vissuto oltre ottant’anni prima. Un regime, quello fascista, che, verso la metà degli anni ’30, raggiunge l’apice del consenso generale trasportando la società civile dalla caotica situazione politica, culturale ed economica del primo dopoguerra, in una realtà compatta basata, almeno in apparenza, su ordine, disciplina, e senso di appartenenza ad una grande civiltà, ma ottenuta con la violenta e quasi totale abolizione dei principi liberali di libertà e diritti individuali.
Due storie d’amore: l’una, quella di Rosita e Mimì, che si svolge sullo sfondo del ventennio fascista; l’altra, quella di Dora e Pierpaolo, a noi contemporanea e che si realizza proprio riportando alla luce quell’amore vissuto oltre ottant’anni prima. Un regime, quello fascista, che, verso la metà degli anni ’30, raggiunge l’apice del consenso generale trasportando la società civile dalla caotica situazione politica, culturale ed economica del primo dopoguerra, in una realtà compatta basata, almeno in apparenza, su ordine, disciplina, e senso di appartenenza ad una grande civiltà, ma ottenuta con la violenta e quasi totale abolizione dei principi liberali di libertà e diritti individuali.
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Due storie d’amore: l’una, quella di Rosita e Mimì, che si svolge sullo sfondo del ventennio fascista; l’altra, quella di Dora e Pierpaolo, a noi contemporanea e che si realizza proprio riportando alla luce quell’amore vissuto oltre ottant’anni prima. Un regime, quello fascista, che, verso la metà degli anni ’30, raggiunge l’apice del consenso generale trasportando la società civile dalla caotica situazione politica, culturale ed economica del primo dopoguerra, in una realtà compatta basata, almeno in apparenza, su ordine, disciplina, e senso di appartenenza ad una grande civiltà, ma ottenuta con la violenta e quasi totale abolizione dei principi liberali di libertà e diritti individuali.
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L'abbraccio della Camelia
Due storie d’amore: l’una, quella di Rosita e Mimì, che si svolge sullo sfondo del ventennio fascista; l’altra, quella di Dora e Pierpaolo, a noi contemporanea e che si realizza proprio riportando alla luce quell’amore vissuto oltre ottant’anni prima. Un regime, quello fascista, che, verso la metà degli anni ’30, raggiunge l’apice del consenso generale trasportando la società civile dalla caotica situazione politica, culturale ed economica del primo dopoguerra, in una realtà compatta basata, almeno in apparenza, su ordine, disciplina, e senso di appartenenza ad una grande civiltà, ma ottenuta con la violenta e quasi totale abolizione dei principi liberali di libertà e diritti individuali.